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Quattro chiacchiere con Guia Risari

writing desk coffee

Buon 1° maggio, Lettrici e Lettori.

Nel giorno della festa delle lavoratrici e dei lavoratori pubblico una chiacchierata intercorsa tra la vostra blogger e Guia Risari, autrice e docente torinese d’adozione, milanese di nascita.

Perché proprio oggi? L’intervista era pronta già da un po’, ma la giornata odierna mi sembrava la giusta occasione. Guia ci racconterà cosa significhi per lei scrivere e insegnare: due azioni che corrispondono al suo lavoro.

E in una realtà come quella italiana (anche se pure i dati internazionali non danno proprio delle belle notizie in merito), nella quale la produzione artistica viene considerata molto raramente una vera e propria professione, è utile leggere parole come le sue.

L’ultimo suo romanzo per adulti a esser stato pubblicato è Così chiamò l’eterno (Stampa Alternativa), che ho avuto la possibilità di presentare alla Libreria Bodoni Spazio B di Torino poco tempo fa.

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Così chiamò l’eterno di Guia Risari, Stampa Alternativa – 2018

Guia, partiamo proprio da Così chiamò l’eterno: com’è il riscontro dei lettori? Raccontaci qualche episodio carino legato alla promozione di questo libro, ai tuoi incontri con i lettori.

 I lettori paiono divertiti e soddisfatti. Così chiamò l’Eterno un libro che ha saputo mettere d’accordo il lettore debole e quello forte, perché tra i miei primi estimatori, c’è stato un signore dislessico piuttosto restio a leggere e che si è così appassionato da registrare tutti gli appellativi dell’Eterno, intorno ai 103. E un’esigentissima professoressa di italiano che si è dichiarata entusiasta e ha letto il libro tre volte.

Ricordo molto bene gli innumerevoli nomi propri che hai utilizzato per l’Eterno: è stato davvero divertente leggerli tutti. Ne parlammo anche durante la presentazione.

Ci sono stati anche approfondimenti di carattere biblico ed ebraico che mi sono stati proposti da alcuni lettori e moderatori: interpretazioni molto profonde di questa mia “revisione” della Bibbia. Durante le presentazioni del romanzo, ho incontrato lettori curiosi e ironici, pronti a cogliere il lato comico e surreale del romanzo e le serate, inframezzate di letture e conversazioni, sono diventate dei salotti di liberi pensatori divertiti che non finivano mai di discutere. Anche dal Circolo dei Lettori di Torino hanno dovuto farci sgomberare la sala perché sembravamo ormai intenzionati a fare notte fonda.

Del resto, una chiacchiera tira l’altra e quando si parla di qualcosa che sta a cuore a tutti i convenuti il tempo passa sempre troppo velocemente. Come cambiano i tuoi stati d’animo quando affronti un testo per adulti o uno per bambini? Come ti approcci ai diversi tipi di scrittura?

Credo che ognuno di noi sia abitato da tante voci e da tante età. Ogni volta che scrivo un testo assumo la voce e il punto di vista che sento prevalere e che si rivela adatto ai bambini, ai ragazzi o agli adulti. Non considero una contraddizione il fatto che convivano in me parallelamente diversi  strati, ma una grossa ricchezza.

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Una gallina nello zaino di Guia Risari, Terre di Mezzo – 2019

Domanda tendenziosa: preferisci scrivere per i piccoli o per i grandi?

Mi piace scrivere, indipendentemente dall’età del lettore. Sono cose che mi regalano emozioni diverse. Il piacere intellettuale della comunicazione e quello emotivo si mescolano in tutte le scritture; quello che cambia sono le reazioni dei miei lettori e forse la funzione che la scrittura svolge. Ma il mio impegno, il mio gusto restano immutati.

Una gallina nello zaino (Terre di Mezzo) è la tua ultima pubblicazione per bambini. Come si svolgono i tuoi incontri con i piccoli lettori?

Per la verità, al romanzo Una gallina nello zaino già seguito il libro illustrato Ada al contrario, che ho pubblicato con Settenove edizioni (con le illustrazioni di Francesca Buonanno, ndr). Il primo racconta dell’amicizia tra un bambino e una gallina speciale, che parla e ha molti talenti; il secondo descrive la vita di una bambina che fa tutto all’inverso fino a diventare un modello di comportamento eversivo. Con i bambini ripercorro la storia, commentandola o leggendola, lascio spazio per le domande, le curiosità, le variazioni sul tema e introduco un laboratorio che va a toccare alcuni temi trattati direttamente o indirettamente dal libro. Il fare – costruire una sagoma, disegnare, compiere particolari movimenti – permette di rielaborare il contenuto del libro e di appropriarsene. Alla fine i bambini, da lettori, si trasformano in interpreti.

Tu tieni anche molti corsi, in giro per l’Italia. Ti piace insegnare? Quali tematiche affronti solitamente?

Adoro insegnare: ho avuto diverse esperienze con adulti e bambini, in Italia e all’estero. E sempre mi sono resa conto che il successo dell’insegnamento sta nel moltiplicare curiosità e domande, nell’alimentarle e nel bandire ogni semplificazione. Le tematiche che affronto sono diverse: la storia della letteratura dell’infanzia, i temi specifici trattati nei libri per bambini e ragazzi, i corsi di scrittura creativa, l’introduzione al mondo editoriale, eccetera. Di solito, faccio attenzione che tra i partecipanti si crei sempre una buona relazione di dialogo e confronto e che la partecipazione di tutti sia vissuta come arricchimento. Al bando invece i protagonismi e la competizione che non aiutano nessuno ad avanzare. Spesso nei gruppi si formano amicizie, collaborazioni o semplici simpatie. Questo è anche un benefico effetto secondario di un buon insegnamento: la socializzazione.

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Ada al contrario di Guia Risari, ill. di Francesca Buonanno, Settenove – 2019

Parlaci un po’ del tuo percorso di studi e di vita: cosa ti ha fatto decidere di voler fare la scrittrice?

Dopo il liceo classico, ho studiato filosofia ed ebraismo moderno in Inghilterra, per poi approfondire in Francia il mio interesse per la letteratura comparata delle migrazioni. Nel frattempo ho esercitato i mestieri più disparati: barista, babysitter, giornalista, intervistatrice, insegnante di lingue, lettrice e traduttrice. A decidermi per la scrittura sono state esperienze precocissime di ascolto, lettura e scrittura e il fatto che la letteratura mi è sempre sembrata l’attività più vicina a quel vagare e domandare socratico che oggi non usa più. Sì, per me scrivere è fare filosofia raccontando e raccontare è vivere con attenzione.

Lavori in cantiere?

Aspetto alcune risposte su dei romanzi che ho scritto ed è prevista l’uscita di alcuni libri illustrati dal forte contenuto morale (ma non moralistico). Ho qualche idea e un inizio per un romanzo per bambini, alcuni testi per libri illustrati e una gran voglia di scrivere un romanzo per adulti, per il quale avrei bisogno di un periodo di grande calma. Poi un’importante curatela da fare su Anne Frank e una drammaturgia da ultimare per uno spettacolo che la Compagnia Controluce allestirà per MITO 2019. Tutti progetti cui tengo moltissimo.

Il Salone Internazionale del Libro è alle porte: ti vedremo?

Sì, in cerca di buoni libri, di editori coraggiosi e di qualche incontro ispiratore. Torno sempre dal Salone carica di energie positive e di idee. Spero tanto che sarà lo stesso anche quest’anno.

Se desiderate contattare Guia, questo è il suo web site, con tutte le informazioni utili. La trovate anche su Facebook e Instagram.

La fotografia che la ritrae e le cover dei libri citati nell’articolo provengono dal suo sito web sopracitato, dove potete leggerne dettagliate sinossi e schede introduttive.

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Guia Risari ritratta da Fabio Marchisio ©

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