Leggere con se stessi
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Il mondo dell’ignotamente ignoto

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L’ignoto ignoto. Ovvero tutto ciò che non si sa di non sapere, che sfugge alla nostra conoscenza. Un titolo enigmatico per un piccolo libro di folgorante chiarezza, pubblicato da Laterza per volere dell’editore in persona, Giuseppe Laterza, che se ne innamorò a Londra nel 2014 e decise di tradurlo per portarlo anche in Italia.

Mark Forsyth, celebre linguista inglese quarantenne, dedica queste pagine di riflessioni alle librerie e a quanto di ignotamente ignoto esse contengano. Il sottotitolo, infatti, recita Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi, cioè di trovarvi qualcosa di nuovo e inaspettato.

E scoprire questo libro, ventisei pagine in tutto, è un po’ come ricevere l’illuminazione sulla via di Damasco. Un viaggio breve e intenso attraverso i meandri della non conoscenza ignorata, calata nel contesto letterario.

Tutti noi conosciamo, perché li abbiamo letti, romanzi come Orgoglio e pregiudizio o Cent’anni di solitudine. Amati o odiati, fanno parte del nostro repertorio di letture. Quasi tutti, poi, vorremmo leggere La recherche: sappiamo quali sono i capitoli più noti, ma pochi si sono avventurati nella lettura dell’opera completa. Non la conosciamo, ma sappiamo della sua esistenza, certi di poterle dedicare gli anni della pensione.

Infine ci sono tutti quei titoli che esistono, storie scritte da qualcuno e pubblicate da qualcun altro, che abitano gli scaffali delle librerie, le casette dei bouquinistes sulle rive della Senna, le bancarelle di via Po a Torino, ma che noi, lettori comuni colmi di ignoranza (da ignorare, non sapere), siamo all’oscuro della loro esistenza.

Mark Forsyth dedica i suoi pensieri a questi libri. E ai librai che consigliano ai propri clienti il titolo giusto al momento giusto, la lettura che serve in quell’istante, senza badare troppo alle logiche di mercato e alle classifiche.

E noi lettori? Ammettiamolo, il nostro grande debito nei confronti di queste figure e di questi libri. Persone che ci hanno messo tra le mani la storia che non sapevamo nemmeno di volere, la cui lettura ci ha dato una soddisfazione assoluta. Perché, a detta dell’autore stesso, le cose migliori sono quelle di cui non conoscevi l’esistenza fino al momento in cui non le hai avute (p. 7).

Quando le hai avute, poi, queste meravigliose e stupefacenti letture, puoi fare un altro tuffo nell’ignoto, quello del tuo futuro, e praticare un po’ di bibliomanzia. Questa scienza irrazionale, tanto quanto l’essere umano, consiste nell’aprire a caso un libro e leggere la prima frase che gli occhi scorgono: una specie di oroscopo sempre a portata di mano, di tarocchi che non c’è bisogno di allargare sul tavolo. Per i lettori le parole dei libri costituiscono spesso la più vera delle verità, quindi perché non approfittarne?

Insomma, in mezzo a tutto l’ignotamente ignoto letterario che ci circonda, una sicurezza c’è: quel libro ti attende ancora, il libro perfetto, quello che risponderà a tutte le domande che non sapevi di voler fare. È sullo scaffale in alto, nell’angolo, a portata della tua mano. L’ignoto ignoto, ciò che non sapevi di non sapere è lì che ti aspetta in fondo alla libreria (p. 25).

l'ignoto ignoto copertina

Foto di e con Marta Bianco – www.libreriabufo.it

L’ignoto ignoto

Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi

di Mark Forsyth

Editori Laterza, 2017

pp. 26

euro 2,00 (cartaceo)

euro 0,99 (ebook)

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