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Il sogno di un cottage garden

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Dovete sapere che il mondo anglosassone mi affascina per molti aspetti.

Adoro il tè e la cultura britannica legata a questa bevanda è immensa, fonte di ispirazione.

Amo leggere molte autrici inglesi: Jane Austen, Virginia Woolf, Vita Sackville-West, le sorelle Brontë, Agatha Christie, solo per nominarne alcune.

Ebbene, se il tè unisce certamente tutte queste scrittrici – è la bevanda nazionale e se ne consumano centinaia di migliaia di tazze ogni giorno, da secoli – un altro elemento comune a tutte loro è senza dubbio il gardening.

Parte della vita quotidiana della maggior parte degli inglesi, occuparsi del proprio giardino è spesso anche occasione di socialità e addirittura di competizione: i garden clubs non si contano nei numerosi villaggi della campagna e le aperture dei giardini privati, unite alle esposizioni di composizioni o di singoli fiori poi premiati da giudici locali tocca vette importantissime come il celebre RHS Chelsea Flower Show.

Tipicamente british è lo stile del cottage garden.

Per approfondirlo vi parlo del prezioso libro Cottage garden. Il fascino del giardino inglese di Claire Masset (L’Ippocampo), un testo che adoro e che mi ha aiutata nella progettazione e nella cura del mio giardino.

Sebbene io abbia soltanto un piccolo giardino, diviso in due parti – con affaccio anteriore e posteriore rispetto alla casa – e il clima nostrano somigli di più, negli ultimi mesi, a quello desertico, con alcune accortezze è possibile creare uno spazio verde dallo stile cottage anche qui.

Come ci spiega Claire Masset nel suo libro, il cottage garden ha una storia molto lunga, che affonda le sue radici nel Medioevo:

La parola cottage deriva dall’antico termine inglese cottar, il cui significato è «lavoratore agricolo» o «fittavolo». In cambio del suo lavoro nei campi, al cottar veniva data in locazione una casa con un piccolo appezzamento per la coltivazione domestica. Che fosse bello, era solo un gradito effetto collaterale.

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foto di Marzia Allietta

Quel pezzetto di terra, dunque, era prevalentemente destinato alla coltivazione dell’orto: carote, piselli, fagioli, patate e ogni altra verdura si adattasse al clima era il sostentamento delle famiglie, spesso cucinata come pottage, ovvero zuppa.

Soltanto l’evoluzione storico-economica del tessuto sociale trasformò in parte il concetto di cottage garden adattandolo al più moderno spazio fiorito così come concepito dall’Ottocento a oggi, in quell’affascinante miscellanea di tutto ciò che era gradito alla vista e al gusto, come scrisse George Eliot in Scene di vita clericale nel 1857.

Caratteristiche principali del cottage garden sono:

  • la sua versatilità – si applica a giardini di ogni dimensione, anche molto piccoli, terrazzi o giardini in vaso;
  • la sua economicità – non deve essere necessario spendere molto per realizzarlo e mantenerlo, fondamentali sono gli scambi di semi e talee tra conoscenti e vicini di casa;
  • il rispetto per le colture locali – graditi al cottage garden sono i fiori di campo e le autoseminanti, piante annuali che, di stagione in stagione, fanno da sé;
  • la sua formazione “spontanea” – un poco di progettazione è sempre utile, soprattutto nella fase di impianto iniziale, ma il cottage garden poi cresce e si evolve di anno in anno con le piante che si ha a disposizione;
  • fiori e ortaggi convivono beatamente – il cottage garden nasce per il sostentamento, come già detto, e questo aspetto non va mai dimenticato: dall’insalata alle aromatiche, dai piselli alle carote ciascuno può individuare ciò di cui ha bisogno e ciò che cresce meglio nel proprio giardino;
  • ogni superficie visibile dovrebbe ben figurare, non soltanto la terra coltivata – vasi in terracotta, recinzioni in legno o ferro battuto, pergolati, sedie, panchine, tutto va armonizzato per ottenere un effetto d’insieme piacevole alla vista.

La maggior parte di noi, che abiti o lavori in città o in campagna, vive in un “cottage”: una casa piccola con un lembo di terra che tuttavia è parte essenziale della vita. In un mondo frenetico e stressante, abbiamo più che mai bisogno del nostro “idillio rurale”.

Queste le parole del celebre giardiniere Geoff Hamilton, che forse conoscerete per averlo intravisto almeno in una delle innumerevoli puntate di Gardener’s World, una serie trasmessa dalla BBC dal 1968 (nel 2025 alla sua 56ª stagione!), di cui fu conduttore dal 1979 al 1996.

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foto di Marzia Allietta

Possiamo realizzare il nostro cottage garden scegliendo di coltivarvi molteplici tipi di fiori e ortaggi, certamente in base allo spazio che abbiamo a disposizione e all’esposizione. Le piante più tipicamente adottate nei cottage garden inglesi, per avere un giardino fiorito tutto l’anno, sono:

  • ellebori, crochi, anemoni per il giardino invernale;
  • primule, tulipani, narcisi, dicentra, pisello odoroso, rose antiche e inglesi per il giardino primaverile;
  • piante da bordura come lavanda, salvia ornamentale, bocche di leone; peonie, malvarose, digitale, gigli, dalie, zinnie per il giardino estivo;
  • aster, crisantemi, erica, ciclamini per il giardino autunnale.

Solitamente non mancano mai:

  • rampicanti, spesso i più romantici a cui possiamo pensare: rose antiche, edera, glicini o gelsomino;
  • arbusti come alloro, bosso, filadelfo, lillà;
  • ortaggi come carote, piselli, insalata, patate;
  • alberelli da frutta e ornamentali, come piccoli meli, uva spina, melograni;
  • aromatiche a proprio piacimento: rosmarino, salvia, borragine…

La maggioranza di noi ha a che fare con spazi risicati e altezze/distanze da rispettare nei confronti del vicinato ma, in fondo,

Il bello del cottage garden è la sua amichevole intimità 

come scrisse Christopher Lloyd, noto giardiniere e autore inglese, nel suo testo The Cottage Garden (1990).

Tuttavia, nei momenti in cui sogno in grande, penso al meraviglioso giardino di Hill Top di Beatrix Potter. Come vi ho già raccontato qui, Beatrix Potter acquisì Hill Top e numerose altre proprietà nel Lake District dopo essere diventata una scrittrice di successo e le destinò, nel loro impianto originale di farms, al National Trust dopo la sua morte.

Conservate come tali, le sue ex proprietà costituiscono oggi un patrimonio verde di centinaia di ettari in cui ritroviamo gli spazi esattamente come si presentavano a inizio Novecento e il giardino di Hill Top ne è un esempio. La passione della scrittrice e illustratrice inglese per il giardino naturale si rispecchia nelle piante che costituiscono il suo magnifico cottage garden: rose antiche, malvarose, lunarie, cespugli di frutta e verdura che crescono accanto a fiori perenni e arbusti ornamentali.

Mi domando se fare qualche disegno, o sprecare tutto il mio tempo con il giardinaggio

scriveva Beatrix Potter a un amico nel 1906. Come non essere d’accordo con lei…

Vi piace questo stile? Come sono i vostri giardini?

A presto,

Sara

Per approfondire:

Se i cottage garden vi appassionano non potete non conoscere The Cottage Garden Society: più di 2.000 associati, dal 1982, condividono la loro passione verde e vedere i loro giardini, anche se solo da lontano, è una gioia per gli occhi.

Due giardiniere inglesi che contribuirono moltissimo allo sviluppo dello stile cottage garden nel Novecento furono Margery Fish e Gertrude Jekyll. Con un approccio più naturalistico, la prima, e il focus sulla bordura all’inglese, la seconda, sono ancora oggi delle mentori preziose per chi è alle prese con un cottage garden: vorrei parlarvene presto.

Come vi ho scritto al principio di questo articolo, di gardening sono intrise le vite e le opere della maggior parte delle scrittrici e degli scrittori inglesi. Vita Sackville-West realizzò il magnifico giardino di Sissinghurst Castle; Virginia Woolf col marito Leonard si dedicò al giardino di Monk’s House (di cui leggerete prestissimo!); Miss Jane Marple, celebre personaggio di Agatha Christie, è spesso alle prese con il giardino del suo cottage a St. Mary Mead: recentemente i racconti a lei dedicati sono stati pubblicati nella raccolta L’omicidio non è un gioco da ragazze (Mondadori).

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foto di Marzia Allietta


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