Lo scorso anno ho scritto un racconto di Natale per i miei nipotini, i piccoli di casa.
L’ho suddiviso in 24 brevi capitoli scritti a mano su delle cartoline e ne ho fatte altrettante buste numerate: è stato un momento bellissimo appenderle insieme a loro, lungo una cordicina.
Ogni giorno un pezzetto di storia li ha condotti in un calendario dell’Avvento abitato da un’oca un po’ stravagante e alquanto svagata, una tipa capace di perdere in casa propria anche le torte preparate da lei stessa. Le crostate di Gina ha accompagnato Matteo, Angelica e Roberta nei giorni immediatamente precedenti il Natale, quei giorni che hanno per i bimbi piccoli una autentica, irripetibile magia.
E io, che già prima ne subivo una certa fascinazione, mi sono resa conto che le oche sono le protagoniste perfette per una storia con i fiocchi, specialmente se illustrata.
(In effetti Gina ne indossa sempre uno, di fiocco, rigorosamente rosa!)
Questo innamoramento per i piccoli protagonisti animali mi arriva da Beatrix Potter, scrittrice e illustratrice che adoro, leggo e studio da molto tempo.
Nel 2026 ne ricorre il 160° compleanno e io voglio festeggiarla così, accogliendola su Blufiordaliso per voi nella rubrica Di libri, ricerche e autrici.
Tutte e tutti avrete almeno una volta letto o sfogliato il suo racconto più famoso, La storia di Peter Coniglio (The Tale of Peter Rabbit), scritto nel 1902, ma Beatrix Potter è stata molto altro oltre a una scrittrice delicata e profonda e una illustratrice sublime.
Figlia di due genitori della facoltosa Londra vittoriana, Beatrix Potter cresce prevalentemente sola, istruita a casa e presto privata anche della compagnia del fratello più piccolo, mandato in collegio. Lei è una bambina, una ragazza curiosa e con una spiccata attitudine per lo studio della botanica e della micologia, ambito che approfondisce con ricerche presso i Kew Gardens, introdottavi dallo zio Sir Henry Roscoe, conosciuto chimico del tempo. Le scienze naturalistiche, tuttavia, sul finire dell’Ottocento sono ancora patrimonio esclusivamente maschile e Beatrix Potter non riesce ad avviare il tipo di carriera che desidera.
Altro suo grande talento, messo a servizio dello studio botanico fin dagli anni dell’infanzia, è l’illustrazione, percorso che intraprende con spirito imprenditoriale dal 1890, quando riesce a vendere una serie di disegni per la realizzazione di Christmas Cards, i tradizionali biglietti augurali natalizi molto amati dagli inglesi. I suoi soggetti sono sempre piccoli animaletti collocati nella campagna inglese, topi e conigli disegnati con uno stile che la contraddistinguerà per sempre.
Dopo molteplici rifiuti editoriali, nel 1901 Beatrix Potter stampa a proprie spese 250 copie in bianco e nero della Storia di Peter Coniglio: accortosi finalmente del suo immenso potenziale, l’editore Frederick Warne & Company l’anno successivo acquista la storia.

foto di Marzia Allietta
La pubblicazione su larga scala sovverte i canoni dell’ambito editoriale per l’infanzia dell’epoca: per la prima volta si sceglie di stampare una storia per bambini in un formato piccolo, adatto alle mani dei piccini, al costo di 1 solo scellino, contrariamente agli altri albi illustrati solitamente commerciati, costosissimi e che in pochi potevano permettersi.
Le illustrazioni vengono stampate a colori e Beatrix Potter insiste con il suo editore per evitare un linguaggio troppo edulcorato e semplicistico, inserendo nei suoi testi anche parole di più difficile comprensione per i bambini, con l’intento di ampliarne, così, il linguaggio.
In attesa della pubblicazione con Warne, lavora ad altre due storie, che stampa inizialmente entrambe a sue spese, nel 1902, con una tiratura di 500 copie: si tratta di Il sarto di Gloucester (The Tailor of Gloucester), una storia natalizia che diventerà la prediletta della scrittrice, e di La Storia di Nutkin lo scoiattolo (The Tale of Squirrel Nutkin).
La Storia di Peter Coniglio è un successo e in poco più di un anno vende 50.000 copie: il sodalizio tra Beatrix Potter e Warne inizia e prosegue nel tempo con molte storie che entrarono tutte nel cuore delle persone e che ancora oggi si rivelano attuali per i loro messaggi.
La mia preferita di sempre è La Storia di Jemima Puddle-Duck (The Tale of Jemima Puddle-Duck), pubblicata nel 1908 e dall’immediato successo, che ha per protagonista una papera un poco sciocca: ecco che Le crostate di Gina trova una spiegazione.
La storia, come molte altre, è ambientata nel Lake District, la regione dei laghi inglese nella quale la scrittrice cominciò a soggiornare per le vacanze a partire dall’estate dei suoi sedici anni. Se ne innamora subito e, col tempo, grazie ai suoi guadagni di scrittrice, ne diventa la principale mecenate, salvando intere aree dal declino e dall’edilizia selvaggia, acquistandole e continuando a condurle come farms con oculatezza e attenzione all’ambiente.
Donati al National Trust dopo la morte, per suo preciso volere testamentario, i suoi circa 1.600 ettari di terreno, fattorie comprese, costituiscono oggi uno dei più grandi patrimoni verdi dell’Inghilterra, salvaguardati e incontaminati.

foto di Marzia Allietta
Io non smetto mai di ammirarla e studiarla: al momento sto leggendo il volume Beatrix Potter’s Gardening Life di Marta McDowell – scrittrice di cui vi ho già parlato, autrice, fra l’altro, di Emily Dickinson e i suoi giardini: il libro al momento non è ancora stato tradotto in italiano, ma con una discreta conoscenza dell’inglese lo si può leggere e gustare nella bella edizione di Timber Press.
(Acquistatelo in una libreria internazionale, così da sostenerne il lavoro. Io l’ho preso dai librai di The Book Room e no, non è una adv, ve li consiglio solo perché sono bravissimi!).
Da quest’anno sono anche iscritta alla Beatrix Potter Society, l’ente ufficiale che promuove la conoscenza e la ricerca sulla vita e le opere della scrittrice e con il quale si instaura fin da subito un ottimo rapporto di partecipazione e condivisione. Il sito e i canali social sono ricchissimi di spunti di approfondimento, incontri e possibilità.
Ora ditemi, qual è la vostra storia preferita di Beatrix Potter? Vi leggo!
A presto,
Sara
Per approfondire:
I racconti di Beatrix Potter sono tutti raccolti in Il mondo di Beatrix Potter per la traduzione di Chiara Carminati (Mondadori).
A me piace collezionarli nelle piccole edizioni Warne in formato originale: le si trova spesso nei mercatini e nelle librerie dell’usato.
Esiste un bellissimo cortometraggio a lei dedicato: Beatrix Potter è interpretata da una incantevole Niamh Cusak, si intitola The World of Peter Rabbit and Friends (1992) e potete vederlo qui. Guardatelo, è adorabile.
Che dire, poi, del film Miss Potter (2006)? Io l’ho amato e Renée Zellweger nei panni di Beatrix Potter è assolutamente perfetta. Ho il dvd e ogni tanto lo metto su anche soltanto per ascoltare le musiche di Nigel Westlake e Rachel Portman. Potete sentirle anche voi qui.
Per lo studio della biografia dell’autrice vi consiglio, oltre al già menzionato testo di Marta McDowell, anche:
Nell’Inghilterra di Beatrix Potter di Oriana Danieli (De Ferrari Editore)
Beatrix Potter. Un mondo di meraviglie di Annalisa Comes (Iacobelli Editore)
Beatrix Potter in immagini e parole di Anna Carelli (Ripostes Edizioni)
Beatrix Potter: A Life in Nature di Linda Lear, la biografia ufficiale uscita nel 2016 (St. Martin’s Griffin, non ancora tradotta in italiano)
An A-Z of Beatrix Potter di Penny Bradshaw (Bloomsbury Publishing PLC, non ancora tradotto in italiano)
Il libro che vedete aperto sulla pagina dedicata a Hill Top è Cottage Garden. Il fascino del giardino inglese di Claire Masset (L’Ippocampo). Ve ne scriverò presto.

foto di Marzia Allietta
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